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L’ho fatto di nuovo. Di leggere un giallo svedese, intendo.
In vacanza mi ero portata una buona scorta di romanzi di nicchia e titoli un po’ spocchiosi ma poi al secondo giorno già stavo dal mio Libraio Marino a cercare qualcosa di adatto all’uopo. Il mio Libraio Marino meriterebbe un capitolo a parte, lui che assomiglia al Che ma da vecchio, lui che d’inverno se ne va sulle Ande ma nella bella stagione gestisce una libreria in bancarella su una popolare passeggiata della Riviera dei Fiori, dove spaccia titoli esclusivamente da vacanza. E tra i libri da vacanza io ho tirato su L’Uomo Inquieto, non solo perché mi identificavo col titolo. Ché dopo essermi fatta la trilogia di Stieg Larsson, mi sentivo un po’ orfana e senza troppa convinzione mi sono abbandonata a Henning Mankell e Camilla Lackberg per poi finire col promuoverli entrambi, a volte con sufficienza, a volte con qualcosa di più.
Questa è una di quelle volte a cui a Mankell gli dò un bel 7. Se ne volete saper di più, cercatemi su Anobii.

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