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Ci eravamo lasciati ormai troppe settimane (mesi) fa, con un check-in fatto e con io che -con un’immagine di “Paris vs New York“- mi domandavo se la Grande Mela che sognavo da una vita sarebbe stata la mia nuova città del cuore.
Oggi avrebbe senso riprendere il discorso con un’altra immagine del libro di Vahram Muratyan ma lui non l’ha disegnata, per cui ci provo io (che con la grafica son negata, che si apprezzi lo sforzo almeno).
nyparisÈ successo che quell’aereo, tra eccitazione da viaggio e paura del volo, l’abbiamo preso. Lato destro, come da copione, per vedere le luci di Manhattan all’atterraggio al JFK. Passate le forche caudine della dogana in 2 minuti netti e saliti sul cab, pure abbiamo chiesto al taxista di percorrere la 495, affinché fosse l’Empire il primo a stagliarsi alla nostra vista, una volta sbucati a New York dal Queens.
È successo che sul momento fossimo troppo su di giri per andare a dormire (un bell’hot dog dal carretto degli ambulanti sulla Broadway, mentre il vapore esce dalle grate dell’asfalto, invece …), ma la mattina dopo alle 5 il jet leg ci tenesse già ben svegli.
Così è successo che mentre l’alba sorgeva sullo skyline più famoso del mondo, il Dottorino mi ha offerto la scatolina magica dicendomi «che ne dici se facciamo basta con questi anniversari?».
Tra centotrenta giorni suppergiù, a due passi dal Trocadero -in un viaggio a metà tra quello che sui blog europei è un “destination wedding” e quello che gli americani chiamano elopement- gli diro di sì.
Paris versus New York: per noi no, non c’è gara.