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A svegliarmi nel 2012 sono le note di De André “senza che gli altri ne sappiano niente, senza un programma dimmi come ci si sente“: gennaio inizia così ma scelgo di proseguirlo al caldo e l’immagine che impressa negli occhi mi accompagnerà per tutto l’anno è questa:
lunedì al MedanoÈ il primo febbraio quando il mio aereo atterra a Malpensa sotto una tempesta di neve. Nevica tutto il mese, Torino dipinta di bianco è la mia tabula rasa. Senza che me ne renda conto, si rinizia da qui.
A marzo sono muratori e spedizioni all’ikea, ridisegnare gli spazi e prendere una decisione senza nemmeno parlarne.
Passa alla storia il 17 aprile: inizia la nostra vita insieme, quella che va sotto l’etichetta in more uxorio. È una data simbolo, nella realtà non so quale sia stata l’ultima notte nella mia cameretta da principessa, quella di sempre e che non c’è più.
17aprile2012Maggio è un mese a due e tutte le energie sono spese per un unico obiettivo, più condiviso che professionale. Test su test e la risposta non è mai la scontata “tutte le precedenti”. Prendo fiato ai giardini Cavour. Torino mi appare a tratti nuova, o forse è nuovo solo il mio modo di viverla.
Giardini BalboDopo l’ansia e tutti i connessi, giugno è il mese della svolta: venerdì 29 l’homepage dell’UniTo dà al Dottorino il benvenuto per il suo percorso da specializzando. Stesso giorno ricevo il progetto per la mia nuova collaborazione.
Finalmente si spegne Notte prima degli esami, che suonava nella mia testa e non nello stereo. È stata più dura dell’anno della maturità.
A Luglio spengo la mia candelina numero 30. Il giorno del mio compleanno su Facebook scrivo «A 20 anni ho iniziato a festeggiare la mattina a colazione in spiaggia e ho finito a tarda notte sempre sulla spiaggia. A 30 passo la giornata in compagnia di un’enorme tabella Excel con un numero spropositato di filtri e numeri. E poi non venite a raccontarmi che diventare grandi non è una fregatura!». Lo penso davvero.
Agosto mi regala una delle mie più belle Parigi. Nel cuore rimane scolpita l’immagine di un déjeuner sur l’herbe
Place des VosgesSettembre è quello di cui parlavamo da anni senza credere veramente di esserne capaci. Scatolone dopo scatolone, svuotiamo la “magione” di famiglia. È la fine di un’epoca o la conferma finale che una nuova è ormai iniziata.
Ce lo sogniamo da mesi il ritorno all’isla, ma quando a fine ottobre il nostro aereo atterra, a El Médano piove. Non ci lasciamo abbattere: amici, leccornie, bicchieri e paesaggi senza confine ci consentono di riprendere fiato.
IMG_4118Novembre è un mese di lavoro matto e disperatissimo. Viene archiviato in una frase: «per fare una sfera servono mille colpi di lima. Ma se a metà dell’opera qualcuno decide che non vuole una sfera ma una stella non è detto che venga un bel lavoro». E chi vuol capire, capisca.
Dicembre è Paris di nuovo, per la prima volta à deux. Di lei ricorderemo quella fetta di foie gras tuffata in una cocotte d’uovo. And much more. Per il resto è voglia di casa, di Natale e di tempo insieme, che non è mai abbastanza.
csp_calendarioPer baciare al meglio l’anno nuovo, come (auto)strenna di fine anno mi sono offerta il Rouge Allure numéro 105, che Chanel ha battezzato l’Inimitable. Ed è semplice dire che è così che vorrei il 2013: inimitabile. La verità però è che ho sempre un po’ paura degli anni inimitabili… Se il 2012 si è svegliato con De André che cantava “senza un programma dimmi come ci si sente” e poi io ho deciso di scegliere e mi ha dato tanto, forse vorrei che lo stesso facesse l’anno nuovo.
Ma se invece il 2013 sarà “l’anno di Paperino” come scrive oggi La Stampa, andrà bene lo stesso: qui a grugniti e papere non ce la caviamo affatto male.