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La presenza di Parenti Serpenti nella top five dei miei film preferiti non è casuale. Per niente.
Nei primi anni Duemila, quando la blogosfera era molto più giovane ed io decisamente più ingenua, dei Natali in casa Mademoiselle ne ho scritto peste e corna. Poi ho scoperto che al mio blog si arrivava digitando nome e cognome e mi sono data una regolata: d’altronde rischiavo più una querela, che una carriera da blogstar.
Oggi basti sapere che -come nell’evoluzione umana a un certo punto ci sono stati gli ominidi- nella mia famiglia pullulano i parentoidi.
Ma ad essere cambiati molto dai primi anni Duemila non sono solo i blog e il mio approccio alla scrittura personale; sono cambiati anche i miei Natali: ad esempio, da anni ormai non trascorro più la vigilia con quell’ingombrante tribù di parentoidi. Penso sia un po’ quello che capita in molte famiglie: quando ci si trova a discutere della gestione di un anziano o dell’amministrazione di un bene, può capitare che poi non si abbia più molta voglia di stare insieme.
Io e il mio sarcasmo di voglia ne abbiamo sempre avuta poca e dunque non abbiamo accusato il cambiamento di tradizioni, anzi: vigilia di Natale al cinema e non in balia delle zie è quello che chiamo decisamente un bell’upgrade.
Ciò nonostante, stasera prenderò parte a qualcosa che mai si è verificato nella mia vita: una cena tra cugini.
Una cena tra cugini.
Quelli che ignoravo e da cui ero reciprocamente ignorata da bambina.
Data l’eccezionalità dell’evento, direi che i Maya potrebbero anche averci preso: la fine del mondo, o di un’epoca, è vicina.