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Parlare di ciò che si ama è sempre un po’ difficile. Perché le grandi storie d’amore difficilmente hanno bisogno di parole e le immagini spesso sanno di rubato. A parlarne e a mostrarli i propri amori si ha sempre la sensazione di non custodirli abbastanza gelosamente.
Ma Parigi, on n’arrive pas à la mettre en bouteille. E allo stesso modo non la si può tenere tutta per sé.
E allora: une promenade à Paris (idee per).

Fare un patto col diavolo per far sì che sulla propria giornata il sole splenda.
Non perdere tempo e a piedi nudi sulla pelouse improvvisare un picnic col felafel di  chez Marianne.

Tra una ruelle e una vetrina, fare una sosta al Pompidou: entrare sempre, fosse anche solo per aller aux toilettes. E poi sedersi sulla spianata del Beaubourg a guardare gli artisti di strada.

Infilarsi in un portone, per ascoltare com’è davvero questa città…
…e alzare gli occhi per lasciarsi ammaliare dal cielo di Parigi.
Fare un salto alla Moschea per cena. Cous-cous tra il profumo di shisha, gli accenti lontani e il caldo di un the alla menta.
E poi camminare senza meta, ad ogni passo più convinti di essere in una cartolina.
Deviare poi sulle strade meno conosciute, perdersi nel verde poco lontano e trovarsi infinitamente distanti.
E scegliere infine un petit coin scoperto per caso, quello più giusto per sentirsi in una fiaba. Perché è il modo migliore per dire “au revoir, Paris…”.