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Anche il 20 giugno del 2001 -come oggi- era un mercoledì. E iniziavano gli esami di maturità.
Undici anni fa, oggi, ero seduta in un banco nel mezzo della palestra piccola e stringevo la mano di V. -l’amica del liceo che tutte abbiamo avuto- mentre il presidente apriva quella busta.
Di lì a poco avrei fatto una scelta anticonformista: mentre tutti i compagni di sventura avrebbero svolto il rassicurante tema di analisi testuale della Luna e i Falò, che per altro da liceali per bene avevamo letto, io mi sarei lanciata sull’articolo di giornale sulla chiusura di Napster (che se lo chiedi a un ventenne di oggi manco l’ha mai sentito nominare Napster e per me e molti di voi ha rappresentato un’epoca). Anche l’amica V. fece una scelta inconsueta per i canoni del fu Regio Liceo Ginnasio e svolse la traccia che citava una canzone di Dalla.
Ai fini del nostro esame di maturità ancora oggi non so se quelle siano state scelte azzardate o meno, ma di decisioni anticonformiste (o al contrario decisamente uniformate!) ne avremmo fatte molte altre poco dopo, tanto da diventare sempre più il bianco e il nero, il giorno e la notte, io e lei; fino a smarrire nelle pieghe della vita l’amica V., che come ogni amica del liceo che si rispetti sembrava intramontabile.
Stamattina, mercoledì 20 giugno 2012, ho incontrato V. in piscina. E non ho potuto non pensare che esattamente undici anni fa eravamo lì gomito a gomito con la stessa ansia, in attesa di vedere svelato il contenuto di quella busta. Ignare che un giorno ci saremmo a stento salutate.
E forse stamattina la cosa che più mi è dispiaciuta non è stato tanto l’essere conciata da scappata di casa, coi capelli a carciofo e il primo vestito pescato dall’armadio, davanti a lei che come al solito era impeccabile, quanto il vedere di non essere state capaci di mélanger il suo bianco e il mio nero in un grigio, ché si sa è chic e sta bene a tutte.

*Arisa – La notte