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Tutti i pomeriggi di sole quando l’agenda me lo consente, verso le quattro e mezza, io esco e vado ai Giardini Balbo.
Stendo il mio pareo tuttofare sulla pelouse.
Intorno a me ci sono i bambini appena usciti dalla scuola privata con le mamme toniche, i poppanti sui passeggini con le filippine che ciacolano tra loro, le madame del quartiere che pascolano i loro cani col pedigree.
Verso le cinque passa un venditore di palloni e girandole.
Tiro fuori il mio romanzo noir e per circa un’ora mi abbronzo e leggo. Poi passo un’altra ora a guardare la fauna e riflettere su quanto siano insulsi ma catalizzanti i gialli svedesi.