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È stato in prima liceo che ho capito che no, da grande non sarei diventata psicologa consulente de “la crim” a Parigi e nemmeno un giudice di mafia donna, come in una delle ultime serie della Piovra. No, io avrei scritto. Potrei raccontare che in quel periodo ero incappata nelle repliche de “la notte della Repubblica” di Zavoli e che quello mi aveva acceso il sacro fuoco del giornalismo, ma allora dovrei dire anche che a sedici anni avevo sviluppato una insolita quanto forte passione per  Schumacher e la Formula1 e che il lunedì mattina spesso invidiavo a Candido Cannavò gli editoriali sulla Gazza. Insomma nel triennio liceale sono state diverse e variopinte le circostanze che mi hanno portata alla scrittura e quello che è venuto dopo è storia: io che avevo sempre avuto tendenze noir sono poi stata stagista in cronaca per meno di un trimestre; io laureata di belle speranze, mi sono poi trovata a scrivere sì per un quotidiano in carta rosa, ma non quello di sport, l’altro. And so on, finché questa passione per la penna non si è evoluta poi anche in qualcosa di diverso.
Se all’inizio di questa storia mi avessero detto che un giorno avrei avuto sì una rubrica, una rubrica tutta mia intendo, ma su un giornale di windsurf, probabilmente avrei riso. E non solo perché il windsurf era quanto di più lontano ci fosse dal mio mondo. Se mi avessero detto poi che l’idea era venuta proprio a me e che c’ero stata appresso un po’ per trovare una testata che ci credesse, beh semplicemente sarei stata io quella a non crederci.
Invece eccola qui, eccomi qui. Da questo mese firmo la “rubrica della fidanzata del surfista” per WindNews. E non parlo di quel che interessa agli appassionati ma scrivo di noi: quelle che han lasciato Formentera per Fuerteventura, il sex on the beach da intendersi in qualsiasi senso per la Playa de Sotaviento, il cui nome ha ahimé un solo inequivocabile senso. Racconto di noi, quelle che preparando la valigia per la prima vacanza tutta onde hanno esclamato “ehi, ma io sono quella che esce col surfista!” e si sono sentite per un attimo molto-molto cool, le stesse che poco dopo hanno iniziato a mangiare sabbia e tutto ha preso un altro sapore…
Sì insomma: ho una rubrica come quella di Carrie Bradshaw, solo un pelo meno glamour.