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Quando al mattino suona la sveglia, io sfodero tutto il mio aplomb e provo a ignorarla. La cosa -a dire la verità- non mi costa nemmeno una particolare fatica, mi viene naturale. Soffro infatti di una particolare forma di letargia, più dormo e più potrei tranquillamente continuare a dormire: credo sia un caso gravissimo e irreversibile, poiché il Dottorino ha smesso da tempo di curarsene. A un certo punto al mattino, succede che lui volontariamente si alza a preparare la colazione, mentre io mi spalmo sotto alle lenzuola e fingo di non esserci. Quando il caffé è pronto, mio malgrado, mi tocca alzarmi. E lo faccio solo perché niente è più disgustoso di un caffè tiepido tendente al freddo.
Così stamattina, in coma al pari di tante altre mattine, pucciavo biscotti nel caffè e nel frattempo leggevo questa storiella sul packaging di una scatola di crackers che si trovava lì per caso.

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Cioé, voi non la trovate mostruosamente splatter? la piccola spiga smaniosa di suicidarsi in farina e farsi prendere a mazzate da “simpatici (?) mattarelli” per diventare cracker?
Dopo la prima lettura, ero tentata di tornare a letto. Alla seconda però ho pensato che da qualche parte in Emilia Romagna c’è un copy che viene pagato per scrivere una boiata del genere che se l’avessi notata al supermercato di sicuro avrei comprato i crackers di un’altra marca, mentre io sono qui a spolverare la laurea.
Un po’ depressa ho acceso la televisione e alle 8,26 il TG5 proponeva un servizio su gli italiani e le emorroidi. Anche a Milano evidentemente c’è qualche giornalista un po’ splatter, che non sa più cosa fare per riempire un tg.
Ho spento la tv e sono tornata a letto. Ché per oggi basta così.