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Ho un ginocchio dolorante e gonfio come una zampogna.
Non sono caduta, non ho sbattuto e a dirla tutta non ho fatto niente di niente.
Questo weekend sono solo stata abbandonata.
E va bene: il Dottorino è andato a lavorare, mica a divertirsi. Però, niente: giovedì è saltata fuori la necessità di questa trasferta, ha millantato la possibilità di portarmi con lui e poi venerdì pouff è partito da solo, prima del previsto e con la prospettiva di rientrare dopo il previsto. Volevo ripiegare su Maman, che insieme al resto della family aveva in programma un weekend al mare, ma lei mi ha suggerito «resta a casa, ti riposi», salvo poi scrivermi un sms da uno dei miei ristoranti preferiti «stiamo mangiando un super fritto e ti pensiamo. La prossima volta speriamo di averti con noi!». Roba che suona un po’ da presa in giro.
Io che da sola ci sto bene -che una volta sono finanche andata in vacanza da sola e svariate altre a mangiare fuori- sentendomi abbandonata da tutti, sono stata malissimo.
Per consolarmi, sono dovuta andare all’hammam quello bello a prendermi cura di me stessa, ho fatto merenda con le amiche nella mia torteria preferita, mangiato sushi commentando Sanremo e bevendo poi un sacco di Schweppes per digerire entrambi, ho trascorso una serata di curry e spettegolezzi, letto un romanzo, messo lo smalto e altre amenità di questo tipo.
Ma non è servito a nulla: domenica sera sono andata a dormire sola e triste.
E stamattina mi sono svegliata con un ginocchio gonfio come una zampogna e dolorante. È quello che capita alle fidanzate abbandonate che devono richiamare l’attenzione del loro Dottorino. Cosa dite: sono paturnie? Può darsi, ma intanto ringrazio che il Dottorino c’ha la fissa delle ossa e quindi a me è solo gonfiato un ginocchio. Mettiamo che fosse stato un appassionato di cuore, mi sarebbe anche potuto venire un infarto. E forse per manifestare le mie paturnie sarebbe stato un po’ troppo.