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Baci contro le porte della notte, diamanti che sono per sempre e quest’anno ci si mette pure il Titanic in 3D.
Insomma, non si può ignorarlo: è San Valentino.
Per me e il Dottorino, niente bigliettini, regalini, fiorellini, ma la festa resta pur sempre un (ennesimo) ottimo pretesto per mettersi ai fornelli. Forse quest’anno un po’ meno, visto il raffreddore fotonico che ci attanaglia.
D’altronde non ci sono più quei bei San Valentino di una volta: quando se frequentavi una scuola di periferia il principale pensiero era cercare un primino da tormentare e se eri tu il primino speravi solo di renderti invisibile.
I miei 14 febbraio entrati negli annali sono due ed entrambi per ragioni diverse dal ciò che fa rima con cuore o amore: per primo quello del 2004, in Erasmus nelle Ardenne, quando ho dato prova di cosa sia l’affetto vero. Diedi alle mie compagnucce di avventura il permesso di provare a sistemarmi i colpi di sole. Loro si procurarono tutto il necessario: spatoline, pettini e una confezione di tinta per blonde foncée irisée. Dopo due ore di riti e pastrugnamenti assortiti, la mia testa era di un evidente color pel di carota. Beh, nonostante quel pasticciaccio brutto, le mie amichette continuano a essere tali, e se non è amore questo…
Il secondo San Valentino sui generis è stato quello del 2007 nel posto più snob della terra, Cambridge. Passai la mattinata a scrivere bigliettini trasudanti honey ai miei compagni della classe di business english e la cosa era già di per sé abbastanza comica visto che:
A) ci conoscevamo poco e comunque non abbastanza per avere degli slanci di affetto plausibili;
B) metà classe aveva un’aria rispettabile e la fantasia di una nocciolina;
C) più o meno tutti eravamo in grado di commentare il bilancio di un’azienda o l’andamento finanziario del giorno in inglese, ma non era detto che il nostro vocabolario ci permettesse di cavarcela anche nelle questioni più terraterra.
Ma il meglio venne alla sera, quando la scuola organizzò un party con open bar e karaoke, una di quelle accoppiate micidiali. Su youtube gira ancora un video con una mia imbarazzante performance di Girls Just Want To Have Fun, roba da chiudersi in casa per la vergogna fino al 14 febbraio del 2050 minimo.
Però, alla fine, a San Valentino e in tutti gli altri giorni dell’anno è questo che le ragazze soprattutto vogliono: just have fun.
E allora stamattina è Cindy che canta nel mio Ipod.