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Dopo aver trascorso gli ultimi quindici giorni a poltrire, anche solo l’alzarsi dal letto dopo undici ore di sonno sembra un’impresa di quelle improbabili. Al contempo -se più dormo e più dormirei- i jingle di Real TV iniziano a farmi venire l’orticaria, per non parlare delle repliche dei programmi più tamarri di sempre su D-max, nuovo tormentone televisivo del Dottorino.
Così oggi mi sono svegliata con le paturnie. D’altronde conoscete una donna che non sia paturniosa di tanto in tanto?
Quello di paturnie, noia e paresse (ha tutta un’altra allure la pigrizia in francese) è uno di quei mix che possono essere micidiali. Quasi come quello rarissimo che vede allinearsi nella stessa data, come una straordinaria coincidenza cosmica, san paganino e il primo giorno di saldi. Io me ne sono fregata che quello che è stato accreditato sul mio conto oggi sia il mio ultimo stipendio e che “del doman non v’è certezza”. I saldi sono saldi. Ogni lasciata è persa. E io oggi mi sono portata a casa questa bambolina qui:


(Lo so questa foto via BlackBerry è pessima, potete ammirare la bambina a questo link, anche se la mia color mattone non è più disponibile online)

Alla faccia delle paturnie, sì: sono riuscita a fare shopping anche di umore black.
Non risolve, ma aiuta.