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[La scena di svolge in auto, in coda nella periferia ovest della città, alle 7 e 41 del mattino. Mademoiselle è vestita di tutto punto, ma ha gli occhi pallati, il suo cervello dorme ancora e non è previsto che si attivi prima di un paio d’ore. Se le attaccassero due aghi in testa, il suo sarebbe un encefalogramma piatto.
Maman non solo è perfettamente vestita, ma è anche truccata, ha già letto tutta La Stampa cronaca locale e necrologi compresi, guardato televideo, caricato la lavatrice, rivisto i punti in agenda per la giornata, scritto post-it al resto della family. In una parola: è iperattiva.]

– Domani è l’11/11/11, una data palindroma!
– …
– Una data magica. Alle 11,11 sarà l’ora delle possibilità
– …
– È la data della svolta. C’è scritto sul giornale.
– …
– Adesso non è il caso che ti riassuma tutte le motivazioni. Ma non è solo che è una data palindroma. Il 10/10/10 non è stata la stessa cosa e nemmeno il 9/9/09. È proprio l’11 a fare la differenza.
– …
– Insomma, non è che io ci creda a queste cose, però…
– …Cosa vuoi che facciamo: un sabba in giardino?!

Poi sono arrivata in ufficio e ho letto quest‘articolo su Repubblica. Domani potrà anche essere la data della svolta, ma qualsiasi possibile scenario in questo momento mi sembra apocalittico.