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C’è stato un periodo in cui per me il weekend iniziava il giovedì con la serata Erasmus e si concludeva il lunedì mattina inoltrata con croissant e un lungo, lunghissimo, caffé americano in cui affogare tutte le chiacchiere e i gossip del day after.
All’epoca non è che me ne importasse granché del weekend: perché quando sei universitario i giorni della settimana non sono mai troppo diversi gli uni dagli altri; quando sei un fuorisede spesso ti abbandoni alla bolgia senza fare distinzione tra un martedì e un venerdì; quando sei uno studente con borsa all’estero è l’apoteosi e le tue giornate sono spesso la vera ragione e l’unica risposta al perché te ne sei andato a mille e più km a nord (o a ovest, o a est, a piacere) di te stesso.
Oggi il discorso è diverso: le ore 18 di stasera sono un agognato miraggio ancora piuttosto lontano ma le 8,30 di lunedì mattina una minaccia già troppo vicina.
Nell’autunno 2003 una tale Lorie era in cima a tutte le classifiche francofone: stamattina gira a palla nella mia testa più che nel mio Ipod. Buon weekend!


*Inauguriamo la rubrica “disco a richiesta”: quando una canzone mi rimbomberà nella mente, ve la farò ascoltare e vi racconterò anche il perché.