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Dopo dueanniepassaquasitre di reciproca assidua frequentazione, io e il Dottorino apparentemente abbiamo fatto una di quelle cose da fidanzati melensi: abbiamo deciso di andare a nuotare in piscina; insieme. No, non così una tantum: ben due sere a settimana, per quel che mi riguarda di qui all’eternità.

[E non dico eternità a caso: se è vero che mi piacerebbe molto da grande vivere sulla Rive Gauche e dire agli amici in visita “métro Odéon“, è molto più probabile che abiterò a Borgo Nuovo e dirò agli amici “potete parcheggiare al Valdo Fusi”. Quindi preso atto di questo, una fredda mattina di settembre (perché a settembre al mattino fa freddo) ho affrontato la miscìon impossibòl di aggiudicarmi una tessera delle circa 150 che un giorno solo, una sola volta all’anno, l’esclusiva piscina della zona mette a disposizione dei nuovi adepti. Aggiudicarsi il prezioso bottino ha comportato sveglia prima del sorgere del sole, coda insieme ad altri concorrenti con l’aria assonnata ma snob davanti all’ingresso del centro sportivo ad ore antelucane, conquista del numerino come dal macellaio, scapicollamento in pausa pranzo per la regolarizzazione dell’iscrizione previo prelevamento al bancomat perché il POS è posh e la piscina accetta solo contanti o assegni. Quindi dopo tutta ‘sta tiritera dico “per l’eternità” con consapevolezza, perché col cavolo che lascerò mai scadere quella tessera].

Così insomma, dopo aver affrontato la misciòn impossibòl di cui sopra io nel 2010 e lui nel 2011, io e il Dottorino ora andiamo a nuotare. I miei buoni propositi di settembre per adesso vengono rispettati: nella prima settimana di apertura dell’impianto ho strisciato la mia preziosa tessera due volte, per un totale di 80 vasche nuotate.

Posso essere soddisfatta. Ed è per questo che stasera io e il mio colesterolo (N.B. io e il mio colesterolo, non io e il mio Dottorino) andiamo a Cheese senza tante remore.